«e forse proveremo a cominciare dalle cose che non so dove portare
e forse ci diranno di imparare a non sentire non lo so se si riesce»
(Amor fou, Venti giorni di vita di una donna famosa)
Parto per Torino portandomi dietro scetticismo e La battuta perfetta di Carlo D’Amicis. In aeroporto leggo e osservo le facce da editoria che prenderanno il mio stesso volo. Il giorno dopo le riconoscerò nei vari stand e tutto sembrerà avere inspiegabilmente più senso.
Un anno fa il Salone del libro è stato un passaggio veloce che mi ha lasciato frastornata, felice e più idealista di prima. Un anno fa il viaggio per Torino è stato sette ore di treno e tre libri finiti uno dopo l’altro e l’ansia per il colloquio di selezione nella fectori.
Cammino tra i padiglioni fino a non sentire più i piedi. Vado a sentire la presentazione di un libro seguita dal set acustico degli Amor fou e mi vengono gli occhi lucidi e alla fine tra il libro e il cd compro il cd e me lo faccio autografare come una quindicenne. Verrò a sentirvi anche a Roma, dico.
Parlo di voi a tutti ma nessuno vi conosce e allora dico Ascoltali ascoltali ascoltali.
Vado con le amiche alla festa minimum fax e siamo tutte belle e balliamo tantissimo e mi presentano Violetta Bellocchio e c’è Jonathan Lethem e qualcuno dice anche Manuel Agnelli ma non lo vedo e mi metto dietro Massimo Coppola e faccio la faccia da sfondo verde di Brand:new e io e lei diciamo che l’editoria che balla è quella che ci piace e rido e abbraccio simone ed elena e continuo a ballare e rido con lui della musica un po’ a cazzo di cane e mi sento leggera e mi tolgo i tacchi e ballo via lo scetticismo, la rabbia dell’inverno, la gente ipocrita, le cattiverie di chi pensa che io sia troppo sicura di me stessa e si augura che tutto questo non paghi e che prima o poi torni indietro a chiedere aiuto. Ballo e rido con Enrica e non me ne frega più niente e torniamo tutte insieme a casa a piedi e sono quasi senza voce ma felice. E vaffanculo.
Il fatto che non parli delle cose che mi fanno male non significa che non esistano. È che preferisco farle implodere, certe volte.
Ancora e ancora:





questo è un post che mette gioia… brava!
Ho sempre avuto una cotta per Massimo Coppola…Ho sempre qualcosa da invidiarti…!
Grazie, ivana. Una botta di vita ogni tanto, sì.
Non so se avresti invidiato la mia faccia da scema che fingeva di essere lo sfondo verde di Brand:new.
Coppola è invecchiato, però in versione padre di famiglia snob fa sempre una bella figura.
Prima gli Evpatoria Report, ora gli Amor Fou….
Grazie perchè alcune canzoni della mia playlist di tutti i giorni le devo a te.
P.s. Anni fa parlavo a tutti dei Baustelle e tutti mi guardavano come se fossi un folle; vent’anni fa parlavo di Lomografia e sembravo un extraterrestre…..
Propongo “Sei fuori tempo” del Liga.
[...] fiera del libro e allora mi metto i tacchi e vado da minimum fax e ballo e sudo e ripenso all’anno prima e c’è qualcuno che mi manca ma mi sento più serena, meno impressionabile, più lucida. Alla [...]
Ahahah eccolo lo sfondo di Brand:new